Problema Galaxy Note 7, le strategie di Samsung

Samsung Galaxy Note 7

Sono passate oramai diverse settimane, da quando, a causa dei clamorosi quanto inaspettati problemi occorsi al Samsung Galaxy Note 7 fin dai primissimi giorni di commercializzazione presso alcuni paesi, la compagnia sudcoreana Samsung è stata costretta a ritirare il device dal mercato.

Samsung Galaxy Note 7Come ben sappiamo, il phablet di sesta generazione, attesissimo dai più e pronto a dare mar forte ai “cugini” Samsung Galaxy S7 e Samsung Galaxy S7 Edge, è stato suo malgrado protagonista in negativo, in quanto un non meglio precisato difetto della batteria causava l’esplosione della stessa.

Un momento particolarmente drammatico per il colosso asiatico, che si è ripercosso in maniera gravosa anche dal punto di vista economico. Samsung, tuttavia, sta cercando di adottare le dovute strategie per ovviare alla cosa: vediamo quali.

Una voce che ha preso a girare in queste ore parlerebbe di un deciso ridimensionamento della batteria: quest’ultima passerebbe così dagli attuali 3500 mAh ad una ben più modesta capacità di 2100 mAh. Si tratta, come detto, solamente di rumors, che non trovano per il momento riscontri ufficiali e che, a nostro parere, continueranno a rimanere privi di fondamento: difficile infatti che Samsung cerchi una soluzione simile, sia perché il device ha bisogno di una grande quantità di energia per garantire un’autonomia adeguata, sia perché il Samsung Galaxy Note 7, in questo modo, ne uscirebbe ancora di più con le ossa rotte.

Un’altra voce sostiene che verrà presto diffuso un aggiornamento, grazie al quale la batteria dell’apparecchio si ricaricherà solo fino al 60%, in modo da evitare che possa surriscaldarsi e, di conseguenza, esplodere. Si tratta chiaramente di un palliativo temporaneo, in attesa che la cosa si risolva del tutto.

Quel che è certo, comunque, è che l’azienda coreana ha già disposto che nuove batterie, più sicure, vengano realizzate dalla cinese ATL, vera e propria leader produttiva di questo settore. I tempi, sfortunatamente, si allungheranno ancora un po’: per una risoluzione completa del problema, infatti, si parla addirittura di fine ottobre.

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