Kill switch per Samsung Galaxy Note 7?

Samsung Galaxy Note 7

A distanza di diverse settimane ancora non si placa la vicenda relativa al Samsung Galaxy Note 7, e d’altronde non potrebbe essere altrimenti, visto quanto successo. Difatti, col passare dei giorni, ulteriori dettagli si aggiungono ad una faccenda che, per il noto colosso tecnologico sudcoreano, assume contorni sempre più drammatici: il device, infatti, rischia seriamente di esplodere in fase di ricarica, tanto che sono già diverse le unità incorse in tale problematica. Perfino i numeri sono agghiaccianti: se, infatti, Samsung ha tentato di tamponare le perdite, affermando che finora sono state registrare solamente 35 esplosioni, il governo canadese ne ha in realtà segnalate più di 70 nel solo nord America.

Samsung Galaxy Note 7La perdita economica è stata gravissima, tanto da essere stimata dagli analisti in cifre superiori ai 10 miliardi di dollari, tra danni d’immagine, spese pubblicitarie, costrizione al ritiro del phablet e quant’altro. Ma il rischio adesso è un altro: la compagnia asiatica infatti teme che alcuni utenti possano essere restii nella riconsegna del Samsung Galaxy Note 7, continuando ad utilizzarlo nonostante la concreta possibilità di pericolo. E in questa situazione il rischio per Samsung sarebbe ancora più elevato, visto che, se un qualsiasi utente dovesse ferirsi, soprattutto se gravemente, utilizzando il device, potrebbe addirittura incorrere in serie problematiche legali.

Ecco perché, per far fronte a questo rischio, l’azienda sudcoreana starebbe pensando addirittura di ricorrere ad una mossa disperata: quella di rendere inutilizzabili i dispositivi da remoto, tramite una kill switch. Si tratta, infatti, di una funzionalità capace di inibire a distanza i dispositivi, mossa che in questo senso costringerebbe i possessori del Samsung Galaxy Note 7 a riconsegnare l’apparecchio e a farselo rimborsare o sostituire.

Si tratta, come detto, di una risorsa estrema, che avrebbe delle ulteriori ripercussioni in una situazione di per sé già molto gravosa. Una funzionalità simile è peraltro presente anche nei sistemi Apple, tanto che lo stesso Steve Jobs, diversi anni fa, si espresse in merito, sostenendo che sperava di non doverne mai fare uso.

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