Samsung Galaxy S8, scoppia il caso Memorygate

Samsung Galaxy S8

Il Samsung Galaxy S8, nuovo smartphone di top gamma del noto colosso tecnologico sudcoreano Samsung, non ha ancora fatto in tempo ad esordire sul mercato internazionale della telefonia mobile che già ha iniziato ad accumulare alcune critiche. Benché la compagnia asiatica si sia certamente allontanata dalla catastrofe che avvampò nella scorsa estate, allorché Samsung fu costretta a ritirare dal mercato il Galaxy Note 7 a causa del problema delle batterie esplosive, la situazione non è comunque idilliaca. Adesso, finalmente, ha esordito la nuovissima ammiraglia, che, se da un lato ha calamitato recensioni e critiche estremamente positivo, dall’altro si sta attirando una serie di invettive piuttosto aspre.

Samsung Galaxy S8La prima grana del Samsung Galaxy S8 è da ritrovare senza ombra di dubbio nel cosiddetto display rosso, un problema dovuto al bilanciamento dei colori e che tuttavia il gigante coreano sta già risolvendo grazie all’ausilio di un aggiornamento. Ma c’è una sorta di scandalo, subito ribattezzato da alcuni addetti ai lavori come Memorygate, che sta trovando risalto sempre maggiore sugli organi di stampa.

Ci stiamo riferendo ad una caratteristica della quale, peraltro, abbiamo anche anticipato qualcosa alcuni giorni fa. Il fattaccio è dovuto ad una differenza sostanziale tra il Samsung Galaxy S8 commercializzato in America e quello che, invece, è disponibile nel continente asiatico e in quello europeo. Se, infatti, apparentemente il processore Qualcomm SnapDragon 835 dovrebbe equivalere all’Exynos 8895, in realtà la differenza è piuttosto sostanziale: il primo device vanta una memoria UFS 2.0, mentre il secondo, più veloce e performante, supporta la memoria UFS 2.1.

I due apparecchi sono stati venduti allo stesso prezzo, e ciò non ha potuto far altro che scatenare irritazione e perplessità, specialmente da parte degli utenti americani, che si sono ritrovati uno smartphone comunque inferiore rispetto al corrispettivo venduto altrove. La palla, adesso, passa a Samsung: vedremo se l’azienda asiatica si esprimerà in proposito nei prossimi giorni, oppure se lascerà cadere le critiche nel vuoto.

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